giovedì 31 agosto 2017

Bene anche Settembre è arrivato e si riparte con l'appuntamento tanto atteso Autunno in Barbagia, Una tappa da non perdere assolutamente di questa manifestazione è Meana Sardo ( Meana ).

giovedì 20 aprile 2017

Orchidee spontanee - Sardegna

Se si vuole determinare un’orchidea non si deve raccoglierla o estirparla. E’ sufficiente fotografare o prendere nota delle principali caratteristiche della pianta come ad esempio il colore del fiore, del fusto, la forma delle foglie, la pelosità ecc. e poi fare il confronto iconografico con le specie riportate sul manuale. Per quanto sopra, si raccomanda allora di non cogliere o sradicare le orchidee perché molte sono protette e rare e molte altre vivono esclusivamente in ambienti specifici spesso precari. Il loro rispetto non è un sacrificio ma anzi un comportamento normale e al contempo nobile.

Nel silenzio della valle Antas.

A pochi km dal paese di Fluminimaggiore percorrendo la suggestiva valle di Antas, l'omonimo tempio - Un ringraziamento particolare a Tiziana.
https://www.youtube.com/watch?v=7LIpuYu4UTk&t=13s

giovedì 15 gennaio 2015

La mia seconda orchidea del 2015. L'anno inizia bene


Eccola seconda Orchidea Spontanea del 2015 - 15 Gennaio 2015 loc stagno di Platamona SS - L'orchidea di Robert (Barlia robertiana (Loisel.) Greuter, 1967) è una pianta appartenente alla famiglia delle Orchidaceae.

Se si vuole determinare un’orchidea non si deve raccoglierla o
estirparla. E’ sufficiente fotografare o prendere nota delle
principali caratteristiche della pianta come ad esempio il colore del
fiore, del fusto, la forma delle foglie, la pelosità ecc. e poi fare il
confronto iconografico con le specie riportate sul manuale.Per quanto sopra, si raccomanda allora di non cogliere o sradicare le orchidee perché molte sono
protette e rare e molte altre vivono esclusivamente in ambienti specifici spesso precari. Il loro
rispetto non è un sacrificio ma anzi un comportamento normale e al contempo nobile.

mercoledì 14 gennaio 2015

Sant'Antonio e il fuoco - la leggenda.

Una delle leggende su Sant'Antonio forse la più conosciuta è questa.
Sulla terra gli uomini avevano freddo perché il fuoco ancora non esisteva,fu così che Antonio ebbe l'idea di andare all'inferno per prendere qualche brace ardente. Non essendo facile impresa rubare il fuoco ai diavoli Antonio trovò uno stratagemma,si recò all'inferno portando con se un bastone di ferula e bussò alla porta,ma i diavoli riconosciutolo non volevano farlo entrare. <<Aprite, ho freddo!>>,supplicava, <<Voglio solo scaldarmi!>> stanchi delle insistenze i diavoli aprirono la porta e lo lasciarono passare tenendolo d'occhio affinché non toccasse nulla. Antonio si accostò al fuoco e,fingendo di scaldarsi, approfittò di un momento di distrazione dei diavoli e poggiò per un istante il bastone di ferula su una brace,poi salutò tutti  e andò via. Tornato sulla terra ove faceva tanto freddo e, soffiando sulla ferula, diede il fuoco ai Sardi cantando:
                                                                  <<Ohu, ohu, in chelu, in terra
                                                                      e in d'ognia lohu!>>
Fuoco, fuoco, in cielo, in terra e in ogni luogo!        

giovedì 12 dicembre 2013

La frittata

Ho conosciuto persone abili nel rivoltare la frittata che si qualificherebbero prime in ogni Talk Show per soli cuochi.Ma la vita non è un Talk Show

venerdì 6 settembre 2013

Breve storia della Brigata Sassari

La Brigata “Sassari” fu costituita il 1° Marzo 1913 a Tempio pausania (SS) e Sinnai (CA) su due reggimenti Il 151° e il 152° fanteria, che il Comando Supremo volle costituiti da soldati provenienti dalla stessa regione,la Sardegna. Risalendo alle guerre medioevali contro l'Aragona troveremo accomunati sotto un unico vessillo i pastori del Nuorese ed i minatori del Sulcis,i contadini del Logudoro e gli agricoltori del Campidano. La Brigata fu,pertanto,un pezzo di Sardegna trasferita al fronte e la stessa lingua Sarda divenne di fatto la sua lingua ufficiale,sia per esigenze pratiche,a causa dell'alta percentuale di analfabetismo,sia come misura precauzionale contro le frequenti intercettazioni da parte del nemico: “Si ses Italianu faedda in Sardu” (Se sei Italiano parla in Sardo) era la frase che accompagnava l'intimidazione delle vedete contro i tentativi di infiltrazione nemica nel settore della “Sassari”. Nel Luglio dello stesso anno la Brigata attraversò l'Isonzo e venne subito impegnata in combattimento: Bosco Cappuccio,Bosco Lancia e Bosco Triangolare furono le tappe eroiche per il conseguimento del primo titolo d'onore che la Brigata conquistò espugnando le trincee delle “ Frasche” e dei “Razzi” e meritando la citazione, prima fra tutte le unità dell'Esercito, sul bollettino del Comando Supremo. Ovunque i “Sassarini” di oggi continuano a tenere alto il nome dell'Italia e della Sardegna,così come i loro nonni fecero,93 anni or sono,sulle contese montagne dell'Altipiano, da allora sacre alla memoria della nostra Gente.